Greenaetwork, il social network per la sostenibilità

Serena, co-founder di Greenaetwork, racconta nella seguente intervista a Barbara Chiodi di Eco-à-porter  la storia del nostro progetto, da com’è nato a come si è evoluto.  Siete curios* di conoscerla?

E’ un momento molto caldo per la sostenibilità, con un nascere continuo di realtà che approcciano il tema, assai vasto e complesso, in modi diversi ma tutti accomunati da ciò da cui oggi non si può prescindere: il digitale.

Oggi voglio parlarvi di una di queste realtà, Greenaetwork, tutta italiana, anche se concepita e fondata da quattro ragazzi, italianissimi, ma dislocati tra California, Italia e Germania, quattro soci che collaborano in remoto con un fuso orario di 9 ore, due dei quali non si sono mai incontrati, ma hanno fatto squadra dal primo momento.

A raccontarmi come è iniziata l’avventura di Greenaetwork, piattaforma digitale sotto forma di social network, è Serena, una dei quattro fondatori; durante un’esperienza professionale in Germania, Serena incontra Leandro che le parla del progetto a cui, dal 2018, sta lavorando insieme ai cugini Antonio, che vive a Los Angeles e Giuseppe, di stanza in Italia (sì, lo so, sembra il plot di un film!).

Inizialmente il progetto dei tre riguardava un’app contro lo spreco alimentare ma successivamente, tra un’analisi di mercato e l’altra, Antonio e Leandro si rendono conto della necessità di uno strumento più completo, in grado di valorizzare le azioni e gli sforzi che aziende, enti e istituzioni compiono ogni giorno per essere più sostenibili.

Serena lascia così il lavoro in Germania e si unisce a quella che diventerà, nel maggio 2020, Greenaetwork, startup con sede legale in California, dove vive appunto Antonio.

Il nome del progetto ha una doppia valenza ovvero ‘Green Network’, un ambiente sociale digitale dove si collegano utenti di tutto il mondo, in merito a tematiche di sostenibilità ambientale e sociale e in cui ognuno può sentirsi parte attiva di un obiettivo comune ampio ed ambizioso, ma che riguarda la quotidianità di ognuno + ‘Green at work’, che esprime il concetto di azione, di chi lavora in ambito green, in altre parole la sostenibilità come pratica quotidiana concreta, con il sostegno della rete.

Serena sottolinea proprio la scelta della formula ‘social’, che ha in sé “la forza dell’interazione e permette di creare rete”, unita a un carattere di approfondimento e condivisione di varie tematiche, tra cui gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Aderire a Greenaetwork significherà entrare a far parte di una community di utenti attivi e consapevoli che vogliono agire in modo concreto per la tutela della società e del pianeta.

Il progetto dei quattro, che si avvalgono anche dell’apporto di alcuni collaboratori esterni, è in questo periodo sulla piattaforma produzionidalbasso.com per un crowdfunding che permetterà di sostenere l’investimento iniziale, perché sappiamo bene che anche lavorare in digitale ha i suoi costi. Tra le ricompense ai sostenitori mi piace citare un coupon per l’acquisto di una scarpa WAO a scelta tra canapa e nylon rigenerato, perché del marchio e del suo vulcanico project manager abbiamo parlato anche qui nel blog non tanto tempo fa.

Nella pagina del crowdfunding troverete ulteriori informazioni e dettagli che magari non ho citato qui, quindi vi invito a visitarla. Noi di eco-à-porter abbiamo voluto sostenere il progetto di questo social network innovativo con questo contributo redazionale, perché l’idea ci piace e siamo certi che fare rete è la via giusta per diffondere e far radicare il pensiero green.

Ultima cosa, in questo periodo Greenaetwork organizza degli incontri online sul proprio canale Instagram con esperti del settore green in vari ambiti, quindi … stay tuned!

Ringraziamo Barbara Chiodi e il team di Eco-à-porter per la pubblicazione, che potete trovare anche al seguente link.

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